• corso annuale riconosciuto di fotografia
  • corso finanziabile con vaucher formativi del fondo sociale europeo
  • come diventare professionisti della comunicazione visiva
  • corso di fotografia a Firenze
  • diploma di fotografia riconosciuto
  • diploma di Tecnico Qualificato Fotografo
  • laurea di fotografia
  • come scegliere un scuola di fotografia, video, nuovi media
  • studiare a Firenze fotografia
  • studiare a Firenze arte
  • corso di fotografia
  • corso di video
  • corso di grafica
  • corso di illustrazione
  • corso di fumetto
  • corso di storytelling
  • corso di visual storytelling
  • corso di editoria
  • scuola di fotografia, comunicazione e new media
  • scuola fotografia di reportage
  • scuola fotografia di still-life
  • scuola fotografia di moda e fashion photography
  • scuola fotografia di eventi
  • scuola fotografia di scena
  • scuola fotografia di catalogo
  • scuola fotografia documentaria
  • scuola di video documentario di creazione
  • scuola di tecniche narrative visuali
  • scuola di video documentario di creazione
  • scuola di video arte
  • scuola di video reportage
  • scuola di video documentario di creazione
  • corso di diploma in fotografia
  • corso finanziabile con vaucher formativi del fondo sociale europeo
  • corso di fotografia riconosciuto a Firenze
  • diplomarsi in fotografia e comunicazione
  • Tecnico Qualificato Fotografo a Firenze
  • come laurearsi in fotografia e nuovi media
  • corsi di montaggio video
  • corsi per videomaker
  • corsi di videomaking
  • corsi di montaggio video
  • corsi di software per montaggio video
  • corsi di adobe photoshop
  • corsi di di sviluppo files raw
  • corsi di adobe premiere
  • corsi per fotografi professionisti
  • scuola di fotografia
  • scuola di video
  • scuola di grafica
  • scuola di illustrazione
  • scuola di fumetto
  • scuola di storytelling
  • scuola di visual storytelling
  • scuola di editoria
  • scuola di montaggio video
  • scuola per videomaker
  • scuola di videomaking
  • scuola di montaggio video
  • scuola di software per montaggio video
  • scuola di adobe photoshop
  • scuola di di sviluppo files raw
  • scuola di adobe premiere
  • scuola per fotografi professionisti
  • corso di fotografia a Firenze
  • corso di video a Firenze
  • corso di grafica a Firenze
  • corso di illustrazione a Firenze
  • corso di fumetto a Firenze
  • corso di storytelling a Firenze
  • corso di visual storytelling a Firenze
  • corso di editoria a Firenze
  • corso di fotografia, comunicazione e new media
  • corso fotografia di reportage
  • corso fotografia di still-life
  • corso fotografia di moda e fashion photography
  • corso fotografia di eventi
  • corso fotografia di scena
  • corso fotografia di catalogo
  • corso fotografia documentaria
  • corso di video documentario di creazione
  • corso di tecniche narrative visuali
  • corso di video documentario di creazione
  • corso di video arte
  • corso di video reportage
  • corso di video documentario di creazione
  • corsi di montaggio video a Firenze
  • corsi per videomaker a Firenze
  • corsi di videomaking a Firenze
  • corsi di montaggio video a Firenze
  • corsi di software per montaggio video a Firenze
  • corsi di adobe photoshop a Firenze
  • corsi di sviluppo files raw a Firenze
  • corsi di adobe premiere a Firenze
  • corsi per fotografi professionisti a Firenze
  • scuola di fotografia a Firenze
  • scuola di video a Firenze
  • scuola di grafica a Firenze
  • scuola di illustrazione a Firenze
  • scuola di fumetto a Firenze
  • scuola di storytelling a Firenze
  • scuola di visual storytelling a Firenze
  • scuola di editoria a Firenze
  • scuola di montaggio video a Firenze
  • scuola per videomaker a Firenze
  • scuola di videomaking a Firenze
  • scuola di montaggio video a Firenze
  • scuola di software per montaggio video a Firenze
  • scuola di adobe photoshop a Firenze
  • scuola di di sviluppo files raw a Firenze
  • scuola di adobe premiere a Firenze
  • scuola per fotografi professionisti a Firenze

Frammenti / Un atto del guardare vuole rimettere insieme dei pezzi per trovare un significato all’accadere delle cose. Il lavoro di osservazione e ricomposizione che compie il protagonista di “Vetri” chiarisce quello che è il lavoro del narratore...

frammenti

Frammenti

di LaJetée in Recensioni

Questo pezzo fa parte degli interventi presenti all’interno del libro di Antonio Buttitta, Ballata di un treno lento.

Nel racconto “Vetri” dello scrittore veneto Giulio Mozzi, contenuto nella raccolta “Questo è il giardino”, il protagonista si trova a osservare una vetrata andata in frantumi dopo essere stata presa a martellate. Centinaia di frammenti di vetro sparsi a terra. Ognuno ha la sua forma geometrica: quando frastagliata, irregolare e appuntita; quando definita e netta, regolare e riconoscibile. Il protagonista li osserva in silenzio, cercando di separare i frammenti l’uno dall’altro e vederli nella loro unicità. Ma allo stesso tempo tenta anche di ricomporli, cercando profili che combacino, inseguendo nelle centinaia d’immagini – forme che essi sono, quell’immagine generale, unica e ampia che era la vetrata prima di essere distrutta.

Un atto del guardare vuole rimettere insieme dei pezzi per trovare un significato all’accadere delle cose. Il lavoro di osservazione e ricomposizione che compie il protagonista di “Vetri” chiarisce quello che è il lavoro del narratore: nel raccontare una storia vengono raccolti pezzi di realtà, rielaborati e riorganizzati in una fiction nel tentativo di ricavare un senso dall’accadere delle cose.  Nella “Ballata di un Treno Lento” di Antonio Buttitta succede qualcosa di simile. Buttitta si comporta da vero e proprio narratore compiendo il gesto di ricomporre immagini fotografiche e immagini letterarie provenienti dal suo universo immaginativo nell’intento di produrre senso.

Ma non solo. Il protagonista della ballata, anche lui sembra essere nella stessa situazione. Nel procedere della storia si trova di volta in volta ad affrontare nuovi eventi improvvisi, indefiniti, incontrando personaggi ambigui e talvolta minacciosi.  Una pellicola si brucia, una maschera lo sfiora, un treno parte, un bluesman lo ammonisce, una bambina lo mette in guardia, un’attrice lo provoca. Ogni volta che accade questo, ogni volta che un nuovo personaggio entra in scena e la storia cambia direzione, un nuovo frammento è stato raccolto.  Percepiamo il movimento della mano del protagonista che si rigira il frammento fra le dita, che lo allontana e poi lo avvicina meglio agli occhi per comprendere bene la natura dei bordi, delle smerigliature. Sentiamo il suo disincanto e il suo essere disambientato, interdetto ma allo stesso tempo fermo nella volontà di ricomporre in un quadro più generale l’esperienza che si va accumulando. Il protagonista è confuso, non riesce a capire quello che succede, almeno non subito nell’immediato. Ma prende tempo e prosegue, come fa il treno lento. Un movimento che sembra essere funzionale a un recupero del tempo: quello necessario alla comprensione. I frammenti di realtà che vanno incontro al protagonista non hanno un ordine particolare. Oppure sì, cel’hanno, ma è un ordine talmente complesso, interno, che la lettura diventa difficile senza un aiuto esterno. Solo allora, grazie all’intervento di forze magiche e familiari, di preghiere, sogni e vecchie filastrocche dell’infanzia, il protagonista sarà in grado di scendere dal treno delle esperienze, comprendendolo attraverso un incoscio recupero di una fede arcaica. Per poi finalmente poter tornare a casa. Buttitta sembra suggerirci, con questa ballata, che la comprensione delle cose non è sempre diretta, anzi. Nel cumulo d’informazioni, emozioni, pensieri che sono il vivere quotidiano, abbiamo bisogno di creare un altro tempo, dentro il tempo. Solo in questo tempo altro, che prende la forma della narrazione di sé, della propria storia, abbiamo la possibilità di rimontare i pezzi, di ricostruire il vetro nella sua interezza e trovare quel senso mancante di cui abbiamo bisogno per non rimanere immersi negli sbuffi dell’incertezza e del dubbio.

Articolo di: Roberto Malfagia – Docente di Visual Storytelling
Immagine di: Antonio Buttitta

 

This article is part of the interventions inside the book by Antonio Buttitta, Ballad of a Slow Train.

In Giulio Mozzi’s novel “Vetri”, included in the collection “Here is the Garden”, the protagonist watches a hammered glass wall broken into pieces. Hundreds of fragments are lying on the ground. Each of them have their appearance: some are irregular, uneven, sharp-cornered, some are well-defined, sharp-cut, regular and recognizable. In silence the protagonist watches them, trying to isolate one fragment from the other, so as to see them in their uniqueness. But at the same time he also puzzles over their order, and he tries to find matching edges by seeking, in the hundreds of figures, that one image, that wide, general picture that was on the glass before being shattered.

To watch means to collect the pieces in order to give a sense to the events. The job of observing and putting together, made by the protagonist of “Vetri”, clearly explains the storyteller’s effort: in the story being told, frames of reality are collected, re-edited, and ordered again in a fiction, by trying to glean a meaning. In this “Ballad of a Slow Train”, something similar happens. Buttitta acts like a real storyteller, by performing the action of ordering photographic symbols and images belonging to the realm of literature, coming from his mental process, with  the aim of making sense.

Moreover, the protagonist of the ballad seems to be in the same situation. While the story is progressing, he has to face new, unexpected and unclear events, while he meets looming and shifty characters. A film rips out, a mask hits his arm, a train is departing, and this is how he is going to meet an admonishing bluesman, a warning child, a provoking actress. Any time this is going on, any time a new character bursts on the scene and the plot changes, a new fragment has been collected. We can perceive the protagonist’s hand movement in spinning the fragment between his fingers, holding it in front of his eyes in order to understand its edges and shape. We can feel his disenchantment when he is  disoriented and astonished, but at the same time determined in his will to settle in a wider frame the experience gained. The protagonist is confused, because he cannot understand what is going on, at least not immediately. He takes his time, and he goes on, with the pace of the slow train. A motion seeming functional to the recovery of time: the time that is necessary to comprehension. Fragments of reality proceeding towards the protagonist do not have a precise order. Maybe they do, but it is such an internal, elaborated order, that detection becomes too difficult without an external help. In that moment, with the intervention of magical familiar forces, prayers, dreams and ancient rhymes, the protagonist will be able to get off the train of the experience, and to understand its meaning through an unconscious recovery of an archaic faith. And to find, in the end, his way back home. Buttitta suggests, with this ballad, that the the process of comprehension of reality is not always straight. In the muddle of information, feelings, thoughts composing our daily life, all of us need to create another form of time into our own time. In this time, becoming the self-narrating time, we have the chance to put the pieces together and to recover the glass in its entirety, so as to find that missing sense we all need to not to sink into the blow of uncertainty and worry.

Article by: Roberto Malfagia – Docente di Visual Storytelling
Image: Antonio Buttitta

18 Dic 2013